Meglio prima.

La Treccani recita : influencer = Personaggio di successo, popolare nei social network e in generale molto seguìto dai media, che è in grado di influire sui comportamenti e sulle scelte di un determinato pubblico. Escludendo la parte relativa ai social, si può dire che ci siano sempre stati, anche nel passato. Si palesavano attraverso altri mezzi di comunicazione.
Oggi però si è arrivati alla saturazione, perché sono diventati influencer moltissimi personaggi che non sanno fare nulla di talentuoso, o di innovativo, o di geniale. Magari lo sono diventati perché sono belli, sono ricchi di famiglia, sono stravaganti. O tutte e tre le cose insieme. Ma essere belli, ricchi di famiglia, stravaganti (o tutte e tre le cose insieme) non è un’abilità, non è un talento. Eppure qualcuno (più di qualcuno, in realtà) si lascia influenzare persino da questi, e quando vede i loro profili IG traboccare di followers, li vede sbandierare guadagni e ricchezze assortite, magari in luoghi esotici, pensa : “Vorrei diventare come lui / lei.”
Questo pensiero una volta ti veniva vedendo un calciatore che ne dribblava tre in un fazzoletto di campo, una ballerina che danzava con stile unico, un attore o un’attrice in grado di darti un emozione grazie alla loro interpretazione. Cose così. Volevi diventare come loro perché sapevano fare qualcosa a livelli di eccellenza, e avevano successo grazie a questo.
Adesso non è più così, perché l’unica unità di misura del successo è la popolarità, la fama, e la massima aspirazione, in estrema sintesi, è diventare “virale”, un aggettivo che una volta era riferito solo ai virus. Per dire.
Oggi se sei famoso, hai fatto centro, anche se lo sei per motivi che con l’eccellenza in una qualsiasi attività non c’entrano nulla.
Beh, almeno questa volta mi sento di dirlo : era meglio prima.