L’intelligenza artificiale è uno strumento, e, come tutti gli strumenti, andrebbe giudicato a seconda dell’uso che se ne fa. Ovviamente l’ideale sarebbe di utilizzarla nel modo più equilibrato possibile, sia come operatività che, possibilmente, come etica.
Cioè non abusarne, non utilizzarla per fingere di avere capacità che non si hanno, non usarla per arrecare danni al prossimo. Insomma, usarla, si, ma con una grossa, grossa dose di buon senso.
In ogni caso pare che si diffonderà parecchio nel prossimi anni (lo sta già facendo) e quindi volenti o nolenti ce la ritroveremo nelle nostre vite.
Ho pensato che una delle conseguenze, a mio modo di vedere spiacevole, sarà che probabilmente diventerà sempre più difficile far emergere le proprie reali capacità, specie in ambito creativo, in un Mondo nel quale (quasi) tutti si avvalgono del supporto dell’IA persino per le faccende più banali. E questo, nonostante io sia da sempre un fan della tecnologia, un pochino mi inquieta.
Ma neanche troppo, in fondo, perché sono da sempre anche un fan sfegatato dell’elemento umano che ci contraddistingue e che ci rende unici, e sono sicuro che sarà sempre quello a fare la differenza.