Mondiali

I Campionati del mondo di calcio del 2002 (Corea del Sud / Giappone) praticamente non li vidi.
Era l’estate della mia stagione da DJ / animatore in Calabria e il tempo per vedere le partite non c’era. Praticamente vidi solo per intero il Corea Bis griffato Byron Moreno, e poi fine della storia.
Quelli del 2006 arrivarono subito dopo Calciopoli, ero in piena fase di rigetto per tutto ciò che era pallone, quindi li evitai come la peste. Campioni del Mondo ? Cazzomene.
Idem per le successive edizioni. Anche se avevo nel frattempo riacquistato un po’ di interesse per il calcio professionistico, l’Italia nel 2018 non c’era e nel 2010 / 2014 sarebbe stato meglio se non ci fosse stata. Viste le figuracce rimediate.
Insomma, tutto ‘sto pistolotto per dire che non seguo un Mondiale calcistico con attenzione da Francia 1998.
Domani ne comincia uno insolito, un po’ per la stagione, un po’ per l’ennesima assenza degli azzurri, un po’ perché si disputa in un Paese che col calcio c’entra come una stufa a legna in una spiaggia.
Un torneo che si giocherà in stadi climatizzati, uno a forma di tenda beduina, uno tipo lanterna, uno che richiama la forma di una barca, uno a forma di copricapo, uno che riproduce le caratteristiche del diamante. Speravo ce ne fosse anche uno come la lampada di Aladino, non c’è, pazienza.
Sarà tutto in onda sulla RAI, che si è aggiudicata l’esclusiva in una delle rare edizioni senza Italia. Un pacco, ma sono cose che possono succedere, quando compri su WISH.
Un Mondiale surreale.
E allora sai che c’è ? Che quasi quasi me lo guardo.