La postura mentale.

Quando si avvicina il giorno del compleanno (ed al mio mancano pochi giorni) è un po’ un Capodanno personale che sta per arrivare, e come si fa spesso a fine anno ci si ritrova a fare bilanci e previsioni.
In questi giorni ho pensato che in fondo l’unico proposito al quale vorrei assolutamente tenere fede è quello di riuscire a mantenere la postura mentale che ho cercato di allenare per tutta la vita.
Quella che mi fa, magari non sempre, ma molto spesso, mantenere focalizzata la mia attenzione più sulle opportunità che sulle magagne.
Che mi fa difendere a spada tratta la convinzione che lamentarsi a volte può aiutare a sfogarsi e stare un pochino meglio, ma in generale non serve proprio ad un cazzo.
Che mi fa stare il più lontano possibile dai pensieri rivolti alle questioni sulle quali non ho alcun controllo.
Quella postura mentale che fa sì che io cerchi e trovi il modo di usare una parte del mio tempo per occuparmi di qualche progetto magari strampalato e quasi sicuramente pretenzioso, una cosa che mi mantiene tanto acceso, e che oggi, a quasi 52 anni, mi fa sentire (magari non sempre, ma spesso) come un eterno adolescente con miliardi di Kilometri di vita davanti.